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Fistole perianali e cellule staminali

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La fistola perianale è la manifestazione clinica principale nel morbo di Crohn, tanto da determinarne la stadiazione, ossia costituisce uno dei parametri clinici fondamentali attraverso cui si misura, si pesa il morbo stesso.

È noto che la fistola perianale ha alcune caratteristiche specifiche, come una capacità di recidiva davvero significativa e la possibilità di determinare gradi diversi di incontinenza anale, dopo la chirurgia necessaria per la chiusura. Sebbene le attuali tecniche riducano al massimo tale rischio, la malattia di Crohn aumenta il rischio di recidiva. Questo perché il particolare tipo di tessuto patologico, che determina la fistola perianale, presenta le medesime caratteristiche che caratterizzano il morbo.

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Cellule staminali per il trattamento della fistola perianale

Attualmente è possibile applicare delle nuove metodologie chirurgiche che riducono al massimo il rischio di recidiva e complicanza della fistola e, in senso assoluto, azzerano il rischio di insulto sullo sfintere anale e di conseguenza del malfunzionamento. Tra queste metodologie vale in particolare l’applicazione di cellule staminali, ottenute dalla microfiltrazione dal tessuto adiposo sottocutaneo, meglio conosciuto come lipofiller.

Una volta ottenuto il preparato, viene applicato direttamente sulla fistola perianale, come una sorta di innesto autologo, e qui le cellule staminali presente nel tessuto adiposo generano un tessuto cicatriziale, che chiude la fistola completamente lungo il proprio percorso. L’intervento chirurgico, svolto in regime di day hospital, prevede il prelievo del grasso sottocutaneo, previa infiltrazione locale di anestetico, secondo la tecnica della liposuzione, ossia mediante introduzione di microcannula con una microincisione di qualche millimetro. Il grasso viene prelevato dalla parete anteriore dell’addome o dal fianco destro e sinistro, infine dall’esterno coscia. Una volta ottenuto il tessuto adiposo questo viene microfiltrato mediante un sistema chiuso di lavaggio e filtraggio con delle microsfere – Lipogems Technique – il cui risultato finale è un lipofiller.

Il preparato viene poi inoculato direttamente sulla fistola perianale, come innesto autologo di proprie cellule staminali, associandoci la chiusura diretta dell’ostio endoanale con punti di sutura in materiale riassorbibile. L’intervento, svolto durante la sua fase perineale sotto controllo ecografico endoanale per maggiore precisione, a questo punto termina.

La tecnica, ripetibile, offre la possibilità di successo chirurgico a dodici mesi dal trattamento in modo estremamente significativo a fronte dello 0% di danno sfinteriale. Il post-operatorio dà la possibilità di immediato rientro alle attività sociali e professionali a fronte di medicazioni da svolgere a domicilio giornalmente in maniera autonoma e scarso meglio assente dolore.

Necessaria l’integrazione multidisciplinare tra gastroenterologo, chirurgo e nutrizionista finalizzata alla corretta indicazione e timing chirurgico.