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Fistola perianale

La fistola anale o perianale è una patologia proctologica assai temuta dai pazienti e dai medici stessi. La conoscenza di questa malattia risale addirittura all’antichità: in effetti sono giunti fino a noi dei trattati medici dove si spiegavano le cause della malattia nonché le tecniche chirurgiche allora utilizzate. Ad oggi, numerose sono le tecniche chirurgiche adottabili per la cura della fistola perianale e tuttavia l’esistenza di questa ampia miscellanea di tecniche chirurgiche testimonia lo sforzo scientifico nel ricercare il perché nascono le fistole e, di conseguenza, la miglior cura chirurgica possibile.

Che cos’è una fistola anale?

La fistola perianale è un piccolo condotto che mette in comunicazione la porzione interna del retto ano e la cute circostante l’ano. Si origina da un processo infiammatorio acuto a carico delle ghiandole poste tra i cuscinetti emorroidari e la regione di confine tra il retto e l’ano. Il muco prodotto dalle ghiandole diventa talmente denso da creare una sorta di tappo, che ostruisce il passaggio del muco nel lume retto anale, causando così l’ascesso anale. L’ascesso anale crea una fissurazione cutanea che consente la fuoriuscita del pus, accade che tale fissurazione impieghi molto tempo a guarire o che non si chiuda mai completamente, andando a configurare il quadro clinico specifico della fistola perianale.

Quali sono i sintomi delle fistole?

Attualmente le fistole sono divise in sottocutanee, transfinteriche ed extrasfinteriche, quest’ultima la più grave. I principali sintomi delle fistole perianali sono prurito, bruciore e talvolta dolore intorno all’ano; a cui si associano secrezioni di pus e frebbre, se la fistola si infetta nuovamente, diventando ascesso. I sintomi sono maggiori durante la defecazione, spesso associati alla perdita di sangue.

Se non correttamente trattata, la fistola può diventare cronica, andando a lesionare gravemente gli sfinteri.

I trattamenti per le fistole

Il trattamento delle fistole anali è essenzialmente chirurgica. L’osservazione di alcune complicanze post chirurgiche assai temibili, di fatto ha reso necessaria la ricerca di una chirurgia davvero in grado di aumentare il tasso di guarigione dalla fistola anale riducendo al tempo stesso quello delle complicanze. Alla luce di quanto detto, l’attualità in tema di trattamento delle fistole perianali è un continuo divenire, dove ancora non si è arrivati a stabilire in maniera definitiva la tecnica chirurgica ideale in grado di guarire e contemporaneamente di ridurre il rischio della recidiva della malattia ed il rischio relativo  di una ridotta capacità funzionale dello sfintere anale.

Lo studio della fistola viene eseguito prima attraverso l’ecografia transanale, e poi attraverso al risonanza magnetica della pelvi. La visita proctologia è fondamentale per il corretto inquadramento della fistola soprattutto per ben comprendere il rapporto spaziale esistente tra la fistola e gli elementi anatomici del retto ano. Il trattamento chirurgico prevede, a secondo della quantità di sfintere coinvolto, la semplice messa a piatto. Generalmente sono interventi chirurgici che vengono svolti in regime di day hospital, con brevissima degenza e pronta ripresa delle attività sociali. Numerose infine le novità attualmente disponibili in tema di tecnica chirurgica, tra cui il trattamento delle fistole anali con Laser FiLac.

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