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Morbo di Crohn: sintomi, cura e dieta

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Il morbo di Crohn o malattia di Crohn fa parte delle Malattie Infiammatorie Croniche Intestinali (MICI).

La malattia venne descritta per la prima volta a New Orleans nel 1932 dal dottor Burrill Bernard Crohn, da cui prende il nome. Inizialmente si pensava fosse ascritta al solo tratto finale dell’ileo, tanto che veniva definita anche ileite terminale. Successivamente si riscontrò che interessava anche altre zone dell’apparato gastrointestinale, pertanto la sua classificazione divenne quella moderna: Morbo o Malattia di Crohn.

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Cos’è il morbo di Crohn

Il Morbo di Crohn è una malattia cronica che colpisce l’apparato digerente, in particolare l’intestino tenue e l’inizio dell’intestino crasso. Viene considerata una malattia autoimmune, ma con uno sviluppo che dipende sia dalla predisposizione genetica sia dai fattori ambientali.

Fra le varie classificazioni che si possono adottare per il Morbo di Crohn la più diffusa è la classificazione di Vienna, in base al suo grado di progressione: stenosante, penetrante e infiammatoria. Nel primo caso si presenta un restringimento dei visceri che può provocare un’occlusione intestinale o la modifica delle dimensioni delle feci; la tipologia penetrante causa delle fistole tra l’intestino e le altre strutture; infine la tipologia infiammatoria causa l’infiammazione senza causare stenosi o fistole.

La malattia di Crohn si può presentare a qualsiasi età, seppure i primi sintomi diventino evidenti tra i quindici e i vent’anni oppure tra i cinquanta e settant’anni.

Morbo di Crohn: sintomi

I sintomi del Morbo di Crohn non sono ben riconoscibili e spesso possono essere associati ad altre patologie. Nella maggior parte dei casi i primi sintomi sono simili a quelli tipici della colite ulcerosa. Inoltre, il morbo di Crohn generalmente tende presentarsi in maniera altalenante, passando da fasi acute a fasi di totale remissione. Quando i pazienti si rivolgono al proctologo solitamente accusano dolore addominale, associato o meno a febbre e modificazioni della defecazione.

I sintomi variano anche in funzione della zona in cui il morbo di Crohn si manifesta e alla gravità della malattia. Rispetto alla rettocolite ulcerosa, il morbo di Crohn si presenta in maniera sostanzialmente diversa, seppure i sintomi rilevati dal paziente possano essere similari:

  • Ulcerazioni della mucosa che possono colpire qualsiasi tratto dell’apparato gastroenterico (dalla bocca all’ano). Nell’intestino tenue e crasso l’infiammazione è discontinua ed estesa in maniera irregolare.
  • Le lesioni interessano l’intera mucosa intestinale, per cui si presentano delle problematiche correlate, come fistole, ascessi e stenosi.
  • In alcuni casi si presentano dei sintomi che colpiscono altri organi (cute, occhi, articolazioni) e che precedono quelli a carico dell’apparato gastrointestinale.

Nei bambini, tra i sintomi sistemici, va senz’altro annoverato un ritardo della crescita; mentre nelle persone anziane e in generale negli adulti, si riscontra una perdita di peso, poiché non mangiare in genere migliora lo stato di benessere.

Malattia di Crohn: le cause

Non sono ancora accertate cause certe del morbo di Crohn. In generale viene considerata una malattia genetica, dato che c’è familiarità della malattia. Fra le altre cause probabili ci sono i fattori ambientali, la malattia si presenta nelle zone industrializzate, dove la dieta prevede un maggiore apporto di proteine animali e proteine del latte. Anche il fumo viene considerato un fattore determinante nell’aumento del rischio.

Infine, il morbo può essere legato a una reazione autoimmune dei batteri del tratto digerente, causando quindi un’infiammazione e quindi i sintomi del morbo di Crohn.

Tra i fattori che incidono negativamente sulla malattia di Crohn, acutizzandone i sintomi, ci sono lo stress e la depressione, che tra l’altro spesso è legata al fatto stesso di essere affetti dal morbo, scatenando un circolo vizioso.

In alcuni soggetti alcuni cibi possono causare l’insorgenza o il peggioramento dei sintomi.

Morbo di Crohn: le cure

Per diagnosticare il morbo di Crohn e determinare il trattamento più adeguato sono necessari alcuni esami. La visita con il proctologo prevede il controllo dell’addome e dei suoni addominali con un fonendoscopio, la palpazione consente di identificare aree di dolore e controllare le dimensioni del fegato e della milza.

A seguire vengono prescritti una serie di esami diagnostici, stabiliti dal medico a seconda delle necessità:

  • Esami di laboratorio del sangue e delle feci,
  • Colonscopia, che tutt’oggi è il metodo più efficace per diagnosticare il morbo di Crohn,
  • TAC con mezzo di contrasto nel caso in cui il morbo coinvolga l’intestino tenue, poiché questa zona non può essere indagata con la colonscopia.

Una volta accertata la presenza del Morbo di Crohn è necessario definire il trattamento da seguire. Purtroppo, ancora non esiste una cura definitiva per il Morbo di Crohn, i trattamenti hanno lo scopo di ridurre i sintomi, allungare i periodi di remissione e ridurre l’infiammazione intestinale.

La cura farmacologica più adeguata viene stabilita dal medico, dopo aver effettuato tutti gli esami diagnostici necessari ad avere un quadro clinico completo. Ai farmaci viene associata una dieta, che può aiutare a ridurre i sintomi.

Morbo di Crohn: la dieta

Seguire una dieta equilibrata può essere un valido aiuto per ridurre l’incidenza dei sintomi del Morbo di Crohn. In generale vanno evitate bevande gassate e alimenti particolarmente ricchi di fibre. È importante bere molti liquidi e mangiare poco, ma di frequente, per dare modo all’intestino di lavorare moderatamente. Anche in questo frangente è fondamentale il supporto del medico, che potrà indicare diete specifiche e l’eventuale necessità di integratori.

In caso di forme particolari gravi potrebbero essere necessari dei periodi di riposo intestinale, che consiste nell’assumere solo alcuni liquidi, evitando di mangiare. Tali periodi possono variare tra qualche giorno e settimane, sempre con la supervisione attenta e continuativa di un medico.