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Ott
13

Trapianto retto ano, una nuova prospettiva per i proctologi

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In Brasile, presso l’università di San Paolo, sono stati eseguiti dei trapianti sperimentali del complesso retto anale su cavie con patologia funzionale del retto ano, i risultati sono stati paragonati a quelli ottenuti da cavie affette dalla stessa patologia funzionale ano rettale ma trattate con il confezionamento della stomia, ovvero con un ano preternaturale.

La patologia funzionale, in larga parte era caratterizzata dall’incontinenza anale grave dovuta a malformazione congenita o a un trauma. I parametri presi in considerazione, perché si potesse ottenere un risultato significativo, sono stati il peso del ratto, la defecazione ed il numero di evacuazioni giornaliere e la mortalità. In ognuno di questi parametri e nel loro insieme, il gruppo di cavie sottoposto a trapianto ha mostrato dei risultati davvero incoraggianti e sotto certi aspetti inaspettati rispetto a quelli mostrati dal gruppo di cavie sottoposto a colostomia.

In particolare, già dalla quarta giornata postoperatoria il complesso ano rettale ha mostrato un corretto funzionamento con una corretta emissione di feci rispetto alle problematiche evidenziate dalle cavie sottoposte alla stomia. Questo aspetto davvero sorprendente, apre finalmente un varco sul trattamento delle gravi patologie funzionali del retto ano come appunto l’incontinenza anale grave da trauma o da malformazioni anatomiche.

Ad oggi tutte le tecniche chirurgiche e i dispositivi fin qui proposti e utilizzati non hanno evidenziato, dai dati emersi in letteratura, una tecnica superiore alle altre, in termini di miglioramento della funzione ano rettale e della conseguente qualità di vita, nonostante la percentuale significativa delle complicanze osservate. In altri termini, se ad esempio si prende in esame lo sfintere artificiale utilizzato per la cura della gravi incontinenze anali, nonostante l’elevato rischio di complicanze osservato, non è possibile affermare la sua validità ed efficacia in termini di cura e di miglioramento della qualità della vita nei pazienti affetti da grave incontinenza anale.

Attualmente è in studio il possibile innesto di uno sfintere artificiale che si integri in maniera più ottimale con l’organismo e che la sua funzione possa essere regolata da un dispositivo telefonico. Sempre in tema di cure dell’incontinenza anale dovuta lesione traumatica dello sfintere esterno, sono in avanzata fase di studio l’inoculazione di cellule staminali che nel tempo proliferano e si differenziano in cellule muscolari tali da ricostruire il muscolo sfintere potendo questa cosa restituirlo ad un buon funzionamento. Il trapianto del complesso ano rettale può e deve inserirsi a pieno titolo tra le possibili future indicazioni chirurgiche innovative per le disfunzioni del retto ano.

È una tecnica che va studiata e perfezionata sull’uomo, soprattutto in considerazione delle complesse tematiche relative al ricollegamento, in termini medici anastomosi, delle strutture vascolari e nervose proprie al complesso ano rettale che ne è particolarmente ricco. Tuttavia la strada aperta e i risultati iniziali ottenuti devono incentivare la ricerca affinché il trapianto del complesso ano rettale possa definirsi possibile, fattibile ed efficace.