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Apr
30

S.T.A.R.R., considerazioni nel trattamento del prolasso del retto

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L’intervento chirurgico S.T.A.R.R. acronimo di Stapled Trans Anal Rectal Resection (resezione trans anale del retto con suturatrice meccanica) è l’intervento di scelta del proctologo per la sindrome da ostruita defecazione.

La sindrome da ostruita defecazione è caratterizzata da un insieme di sintomi quali:

  • lunghe sedute alla toilette,
  • digitazione,
  • uso abituale di lassativi e/o clisteri.

La sindrome trova spiegazione nel prolasso della parete del retto. Immaginando il complesso retto anale come una bottiglia rivolta in giù, viene facile comprendere l’effetto ostruente del prolasso esercitato sul passaggio delle feci: accumulandosi ed affastellandosi nel punto di passaggio tra l’ampolla rettale ed il canale anale, il prolasso determina in un primo momento lo schiacciamento e lo slargamento, quasi a fisarmonica, del retto e quindi l’ostruzione. Pertanto ecco svelato il motivo delle lunghe sedute alla toilette associate a notevole sforzo, emissione di feci piccole o nastriformi che avviene in una o più evacuazioni giornaliere.

Lo scopo dell’intervento chirurgico è quello di eseguire un giusto lifting dell’ampolla rettale attraverso cui, asportando il tessuto rettale sano ma prolassato e pertanto non più funzionante, si dà nuovamente all’ampolla rettale una dignità anatomica dunque funzionale ottimale.

Recentemente, in un incontro avvenuto a Napoli tra specialisti del settore, è stata messa a punto e dunque notevolmente ottimizzata la tecnica: attualmente la performance chirurgica si è arricchita, infatti, del concetto della scomposizione del prolasso rettale. Distinguendo il retto in una porzione anteriore, che guarda cioè la parete vaginale, e posteriore, versante che guarda l’osso sacro, è possibile scomporre il prolasso appunto in una porzione anteriore e posteriore. Apponendo una corona di punti in maniera da formare una corona di parete rettale, mediante una suturatrice meccanica si scompone il prolasso, incidendo a ore 3 e 9, nella porzione anteriore e posteriore. Di lì è possibile resecare la parete prolassata distintamente nelle due porzioni. Il vantaggio, di non poco conto, è quello di eseguire una correzione del prolasso quanto più precisa possibile, riducendo al tempo stesso i rischi di complicanze, in particolare il sanguinamento; inoltre, migliora notevolmente la tenuta dell’anastomosi, ovvero il ricongiungimento, mediante agraphes, del tessuto rettale posto rispettivamente a monte ed a valle di quello resecato.

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