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Dic
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S.T.A.R.R., la cura chirurgica della sindrome da ostruita defecazione

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La sindrome da ostruita defecazione è caratterizzata da:

  • estenuanti e lunghe sedute al bagno,
  • un uso costante di lassativi e clisteri,
  • una defecazione frammentata,
  • saltuari episodi di evacuazione settimanale
  • necessità di usare la digitazione come ausilio alla defecazione.

Viene identificata a seguito della defecografia, dopo la quale è possibile suggerire al paziente la terapia chirurgica. Oltre alla visita proctologica e alla defecografia, possiamo valutare l’impatto della sindrome da ostruita defecazione sulla qualità di vita, attraverso dei questionari che ne misurano appunto l’entità. Il tutto è finalizzato a far comprendere al paziente l’importanza della sindrome permettendo al proctologo di evidenziare la necessità di un trattamento chirurgico attraverso la S.T.A.R.R., una tecnica chirurgica, di alta specializzazione proctologica, in grado finalmente di affrontare decisamente la sindrome, con margini di miglioramento molto prossimi alla normalità.

S.T.A.R.R. – Resezione del Retto Distale per Via Trans Anale

La S.T.A.R.R. acronimo in lingua inglese per Stapled Trans Anal Rectal Resection che significa Resezione del Retto Distale per Via Trans Anale, è l’intervento chirurgico ideato da Antonio Longo, in grado di asportare il tessuto rettale prolassato, tessuto dunque non malato, ma neanche funzionante e quindi elemento determinante della sindrome da ostruita defecazione. L’intervento avviene attraverso l’ano, per cui si ricostruisce l’ampolla rettale, che assume quindi una conformazione finalmente prossima alla normalità, in quanto priva dell’ingombro dato dal prolasso e dal rettocele. Per questo si utilizza una suturatrice meccanica, ideata ad hoc, in grado al tempo stesso di resecare il tessuto prolassato e di riattaccare la porzione posta subito a monte e a valle del tessuto rettale asportato attraverso delle agraphes metalliche.

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In buona sostanza, lo scopo dell’intervento è quello di rimuovere il tessuto rettale prolassato e il rettocele eseguendo un vero e proprio lifting interno all’ampolla rettale condotta attraverso l’ano, in grado di restituire un’ampolla rettale valida da un punto di vista funzionale.

In questo modo, il paziente trattato evacua normalmente senza grosse difficoltà, con un ritmo constante di un’evacuazione quotidiana, senza più la necessità di assumere lassativi e di eseguire digitazioni.

Preparazione all’intervento S.T.A.R.R.

La preparazione dell’intervento prevede un clistere evacuativo la sera prima con la possibilità di alimentarsi sino alle ore 20:00 e di bere sino al massimo alle ore 23:00; poi si osserverà il digiuno completo. La mattina dell’intervento, sarà necessario eseguire, prima dell’ingresso in ospedale un ulteriore clistere evacuativo. Per coloro i quali assumessero la cardioaspirina oppure la metformina, quest’ultima usata dai pazienti diabetici, è bene ricordare di sospendere questi farmaci almeno una settimana prima dovuto al rischio di sanguinamento, che è una caratteristica dai farmaci sopraelencati. Questi farmaci possono essere sostituiti da altri composti alternativi, in maniera tale da garantire lo stesso la continuità terapeutica al paziente, riducendo al tempo stesso il rischio di sanguinamento chirurgico, chiaramente la prescrizione del farmaco sostitutivo andrà fatta dal medico curante.

L’intervento dura circa 40 – 60 minuti e prevede una o al massimo due notti di ricovero. Le normali attività sociali vengono riprese in genere entro una settimana variando questo lasso di tempo da soggetto a soggetto. In genere il dolore è assolutamente ridotto e comunque controllabile con i normali antidolorifici. Attenzione, bisogna sempre diffidare di coloro i quali illustrano questo intervento come facile: in realtà tutti gli interventi chirurgici sono importanti dal più piccolo al più complesso.

È fondamentale il colloquio tra il proctologo e paziente: la spiegazione della sindrome da ostruita defecazione, l’impatto sulla qualità di vita del paziente, come trattarla e infine come avviene lo svolgimento dell’intervento di S.T.A.R.R. favoriscono e facilitano il rapporto tra medico e paziente e aiuta quest’ultimo ad affrontare gli ostacoli.

La somministrazione del consenso informato in proctologia, conclude la fase immediatamente precedente l’intervento chirurgica, i rischi e la tipologia delle complicanze devono essere elencati in maniera chiara ed intellegibile tale da favorirne la buona comprensione al paziente, qualora persista qualunque dubbio riguardo l’intervento stesso, la preparazione o problematiche postoperatorie è diritto e dovere del paziente chiederne il chiarimento prima di apporre la propria firma e procedere all’operazione.

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