Per Appuntamenti STUDI MEDICI ARS MEDICA +39.06.36208923 - 924 oppure +39.333.3926736 o +39.388.1183640

Gen
31

Proctologi e uroginecologi insieme

Thumbnail di Proctologi e uroginecologi insieme

Nelle donne distinguiamo relativamente al pavimento pelvico due distretti: uno anteriore, che comprende in senso antero posteriore i reservoirs urinario e genitale (vescica ed utero), ed uno posteriore che contiene il reservoir digestivo (retto). Come per il pavimento pelvico, anche per il perineo se ne distingue uno anteriore ed uno posteriore: il primo contiene le strutture di contenzione del distretto urinario e genitale (uretra e collo utero vaginale), il secondo quello digestivo (ano e complesso sfinteriale).

Le patologie del pavimento pelvico posteriore, come ad esempio il prolasso rettale da stipsi, sono spesso associate a concomitanti alterazioni del distretto anteriore, in particolare incontinenza urinaria associata o meno a prolasso genitale. Per entrambe le patologie si sono sviluppate, nel tempo, diverse soluzioni chirurgiche: quelle più datate prevedono un’incisione eseguita sull’addome, con fissaggio della porzione da correggere, utero e/o retto, a strutture adiacenti per esempio il sacro. Più recentemente, grazie alle maggiori conoscenze anatomiche e funzionali del pavimento pelvico, nonché alle migliori tecnologie chirurgiche oggi a disposizione, alcuni chirurghi colo rettali ed uroginecologi, hanno reso possibile l’attuazione di tecniche chirurgiche mininvasive, estremamente performanti, dalla ridotta permanenza ospedaliera e conseguente miglioramento della qualità di vita post operatoria, per cui è possibile trattare patologie del compartimento pelvico anteriore o posteriore per via vaginale o transanale in un unico tempo ed in combinata.

Tra queste tecniche moderne, meritano una menzione la tecnica STARR ( Stapled Trans Anal Rectal Resection ) il cui nascita è dovuta ad Antonio Longo, illustre colonproctologo Italiano , che per via transanale permette la correzione del prolasso rettale, e la TVT-O che vede nell’applicazione di una benderella sintetica per via transvaginale la risoluzione della incontinenza urinaria. Queste tecniche offrono una minore invasività, una riduzione dei rischi legati al taglio chirurgico (ernie, infezioni della cicatrice) ed un recupero più rapido. Spesso le pazienti, che soffrono in contemporanea di queste patologie così socialmente invalidanti, si ostinano in un silenzio figlio di tabù e riservatezze ataviche, negandosi la possibilità di un colloquio con gli specialisti del settore e privandosi della possibilità di risolvere in maniera brillante ed efficace queste limitazioni. La scarsa invasività e traumaticità, l’elevata performanza di queste tecniche chirurgiche ne permette la combinazione in un unico tempo da parte di entrambi gli specialisti, proctologo ed uroginecologo. Studi recenti hanno dimostrato che l’esecuzione di entrambi gli interventi nella stessa seduta operatoria, non comporta differenze dal punto di vista del risultato o delle complicanze.

Questo tipo di approccio ovviamente prevede una collaborazione tra i due specialisti non solo nell’atto operatorio, ma sia precedentemente, nella fase di studio, sia successivamente, nella fase di follow up, all’intervento. Quando sia possibile adottare un approccio transvaginale e transrettale combinato, alla paziente potrà essere offerta la possibilità di risolvere entrambi i problemi con un unico ricovero, riducendo i tempi totali di ricovero ed aumentando le percentuali di successo dell’intervento stesso.