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Lug
28

Nuova tecnica chirurgica per ostruita defecazione ed emorroidi da stipsi

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Il prolasso retto anale, il rettocele, ernia del retto distale nella parete posteriore della vagina, ed il perineo disceso così come la malattia emorroidaria, caratterizzano più aspetti di una stesso movente etiopatogenetico: la stipsi.

Il sanguinamento, l’anismo, lo sforzo alla defecazione o l’allungamento del perineo, la fissurazione anale, la digitazione anale per una defecazione assistita, indicano una miscellanea sintomatologica tuttavia unica per interpretazione clinica. L’identificazione del modello fisiopatologico unitario del prolasso del retto con la malattia emorroidaria dovuto alla stipsi, avanzato da Longo, ha permesso di ideare una tecnica chirurgica che abbia al tempo stesso:

  • la possibilità di ridurre la sintomatologia e le alterazioni volumetriche e funzionali dell’ampolla rettale causate dalla costipazione nel tempo,
  • la riduzione del ricovero ospedaliero post operatorio
  • la riduzione del dolore post operatorio.

Ciò comporta:

  • una riduzione del rischio di recidiva della malattia emorroidaria da prolasso o del prolasso stesso,
  • una migliore qualità della vita dopo l’intervento chirurgico;
  • una più pronta ripresa delle attività sociali.

la tecnica S.T.A.R.R., acronimo di “Stapled Trans Anal Rectal Resection” cioè resezione del retto distale per via trans anale assistita con una suturatrice meccanica dedicata, veramente ha apportato l’ottimizzazione misurata della resezione del prolasso rettale unitamente alla cura del rettocele e della malattia emorroidaria.

Visita proctologica e stitichezza

Durante la visita proctologica, tutti i malati vengono sottoposti a un questionario che misura il grado di stipsi, si valuta inoltre:

  • il numero delle evacuazioni per settimana, nell’80% dichiarata avvenire una massimo due volte a settimana,
  • l’esistenza di una defecazione frammentata,
  • la defecazione assistita per digitazione, dichiarata nel 60% dei casi a visita,
  • l’uso dei lassativi, utilizzati in oltre il 90% dei casi,
  • l’uso dei clisteri, dichiarato nel 40% dei casi,
  • il dolore all’evacuazione, 20% dei casi,
  • il sanguinamento anale, riferito in oltre il 50% dei casi.

La visita proctologica prosegue attraverso l’esplorazione rettale con il paziente preferibilmente in posizione ginecologica, mediante la quale è possibile la valutazione globale della regione perineale anteriore, sede degli osti sessuali e urinari, e della regione perineale posteriore sede dell’ostio digestivo. L’esplorazione consente di apprezzare l’eventuale presenza di prolassi genito-urinari, nella donna in particolare il cistocele, la presenza del perineo disceso o di eventuali procidenze del retto esterne all’ano. È possibile inoltre apprezzare, ad esempio nella donna, mediante esplorazione combinata anale e vaginale il setto retto vaginale, la muscolatura del pavimento pelvico.

In anoscopia è possibile apprezzare il grado di prolasso retto anale durante lo sforzo e le eventuali presenze di patologie satelliti come la criptite, la ragade anale, la fistola perianale e la proctite infine della malattia emorroidaria. La valutazione preoperatoria necessita di uno studio con defecografia, che analizza il modo con cui si esegue la defecazione. L’esame prevede l’introduzione di un mezzo di contrasto poltaceo che simula le feci, introdotto a mezzo sonda attraverso l’ano nell’ampolla rettale e invitando il paziente a defecare, la successiva sequenza delle immagini radiografiche via via eseguite mostra appunto il grado di prolasso, dando contemporaneamente tutta una serie di informazioni di complemento utili al chirurgo colo rettale.

La colonscopia, la manometria ano rettale e l’ecografia anale completano l’iter diagnostico in grado di fornire informazioni utili su patologie del pavimento pelvico o del colon retto contemporanee.

Esecuzione della STARR

L’intervento chirurgico si effettua attraverso una suturatrice chirurgica dedicata mediante la quale si esegue il lifting dell’ampolla rettale, determinando così la rimozione per via anale del prolasso che genera l’ostruita defecazione e la malattia emorroidaria. La conseguenza è un’ampolla rettale liberata dall’ostruzione esercitata dal prolasso mucoso rettale e la sua restituzione alla normale e fisiologica capacità, cosa questa che si traduce in termini funzionali con una ripresa di una defecazione pressoché normale. Il ricovero è generalmente breve, ridotto è l’uso degli analgesici e la ripresa delle attività sociali avviene in tempi estremamente congrui.