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Apr
26

Neuromodulazione sacrale nella stipsi

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La neuromodulazione sacrale può essere considerata un’efficace opzione terapeutica nelle patologie funzionali del pavimento pelvico. Le indicazioni alla neuromodulazione sacrale sono ancora oggi fonte di discussione: difatti a fronte dei risultati pubblicati in letteratura, ancora ampia è la forbice delle patologie funzionali retto anali che possono giovare degli effetti positivi della metodica in generale a scapito di una netta indicazione per alcune di queste patologie dove potrebbero registrarsi risultati sicuramente più brillanti.

In generale, la neuromodulazione sacrale è efficace sull’incontinenza anale. In tale ambito, è ampia la letteratura che dimostra ottimi risultati per ogni tipo di deficit che si manifesti appunto con l’incontinenza dal danno sfinteriale a quello neurologico o iatrogeno.

Efficacia della neuroodulazione sacrale per la stipsi

Sebbene ciò sia, timide sono ancora le valutazioni e le riflessioni avanzate sull’efficacia della metodica nel trattamento della stipsi. Recentemente alcune esperienze di gruppi di studio sull’applicazione della neuromodulazione sacrale sono state pubblicate dimostrando appunto qualche risultato positivo in termini di efficacia tanto da incoraggiarne l’applicazione.

In particolare, un gruppo austriaco, ha pubblicato i risultati ottenuti applicando la neuromodulazione sacrale su un campione di pazienti affetti da stipsi. La stipsi, in questi pazienti, era dovuta a rallentato transito colico, ai disturbi dell’evacuazione a livello rettale o entrambe le situazioni.

Ricordiamo che perché un paziente si possa definire affetto da stipsi, è necessario che presenti una o due evacuazioni a settimana, defecazione frammentata, lunghe sedute alla toiletta, digitazione ed uso di lassativi e/o clisteri.

Sui 19 pazienti reclutati per lo studio, 9 affetti da disturbi del transito colico e 9 affetti da disturbi all’evacuazione, solo 8 di questi (il  42% ) hanno beneficiato della metodica. In particolare, i pazienti hanno manifestato miglioramento della sintomatologia sin dal periodo dello screening cioè sin dall’applicazione dello stimolatore temporaneo. L’impianto dell’elettrodo definitivo ha, in questi 8 pazienti, continuato a dimostrare i miglioramenti denunciati sin dall’inizio del trattamento. In particolare, i pazienti che hanno beneficiato del trattamento, hanno riferito aumento del numero di evacuazioni, apprezzamento dello stimolo all’evacuazione in maniera più netta, riduzione della digitazione e dell’uso di clisteri o lassativi.

Gli autori spiegano che il successo ottenuto, benché contenuto nel numero, sia probabilmente difficile da inquadrare in un modello fisiopatologico certo: di fatto, in modo abbastanza verosimile, la stimolazione effettuata sulle fibre nervose che dai centri pelvici partono per innervare il retto o il colon, determina un miglioramento funzionale degli organi bersaglio migliorando di conseguenza la motilità intestinale e, ancor di più, la sensibilità rettale.

È necessario tuttavia migliorare la selezione dei pazienti sulla base dell’esito della stimolazione di prova. Questi pazienti, come peraltro dimostrato nell’esperienza maturata nelle applicazioni sia nel campo dell’incontinenza che della stipsi, rappresentano il campione sul quale sicuramente la metodica dimostra e mantiene risultati positivi. Il controllo di questi pazienti nel tempo ed i test di qualità di vita confermano i risultati positivi, riferiti dai pazienti, e l’efficacia nel tempo degli stessi.

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Sacral nerve stimulation in patients with severe constipation “. Holzer B., et al.; Disease of the Colon and Rectum. May 2008, vol 51, n°5, ppgg 524 – 29.