Per Appuntamenti STUDI MEDICI ARS MEDICA +39.06.36208923 - 924 oppure +39.333.3926736 o +39.388.1183640

Apr
20

La neuromodulazione sacrale, quali sono le indicazioni?

Thumbnail di La neuromodulazione sacrale, quali sono le indicazioni?

Per il proctologo la neuromodulazione sacrale può essere considerata un efficace approccio terapeutico nei pazienti affetti da incontinenza fecale e stipsi cronica da rallentato transito.
Le indicazioni alla neuromodulazione sacrale sono ancora oggi fonte di discussione: un criterio generale e rappresentato dall’incontinenza fecale severa (almeno un episodio di perdita di feci solide o liquide per settimana) ed il fallimento di trattamenti conservativi. La presenza di deficit funzionali della muscolatura pelvica striata (senza lesioni sfinteriali) è stato il criterio di selezione principale negli studi iniziali. Più recentemente sono state poste altre, più specifiche indicazioni quali l’incontinenza fecale da degenerazione sfinteriale idiopatica, danni iatrogeni dello sfintere interno, lesioni spinali parziali, sclerodermia, lesioni limitate degli sfinteri interno e/o esterno, prolasso rettale e resezione anteriore bassa del retto. La selezione dei pazienti dovrebbe tenere in considerazione i risultati dei precedenti approcci conservativi ed i dati degli esami strumentali (manometria anorettale, ecografia endoanale e studio elettrofisiologico). Promettenti sono i risultati che si ottengono in quei pazienti affetti da incontinenza fecale secondaria a trattamento radioterapico pelvico.
Nei pazienti affetti da stipsi cronica da rallentato transito, l’incremento di sensibilità del retto potrebbe essere considerato come un miglioramento della sua funzionalità e come tale tradursi in un recupero della capacità propulsive, soprattutto nei pazienti con stipsi di tipo terminale. Nei pazienti con stipsi colica da rallentato transito l’effetto è più complesso, ma il fatto che in questi ultimi la stessa anomalia motoria descritta sia presente in tutto il colon fa forse supporre che in qualche modo attraverso il miglioramento della sensibilità rettale si possa ripristinare una migliore coordinazione motoria anche prossimamente pelvico. In tutte queste condizioni si rileva un notevole impatto positivo sulla qualità di vita e stato di salute dei pazienti. È necessario però selezionare accuratamente i pazienti sulla base dell’esito della stimolazione di prova, al fine di poter assicurare un effetto positivo. Effetto che poi nella nostra esperienza si mantiene anche nel tempo ed è valido sia nei pazienti con stipsi da rallentato transito sia nei casi dovuti a dissinergia ano-rettale. La metodica dal punto di vista dell’applicazione pratica si è dimostrata sicura, l’impianto degli elettrodi di facile realizzazione, la compliance ottima.
Infine, va segnalato che sia l’impianto temporaneo che il posizionamento del pace-maker sono sempre reversibili: la sua immediata reversibilità, anche dopo un lungo periodo di stimolazione, induce a ritenere che la sua azione sia puramente neurologica.