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Gen
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Laparoscopia in chirurgia colo rettale: innovazione tecnologica al servizio dell’uomo.

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La laparoscopia trova utilizzo all’origine esclusivamente in campo ginecologico; questa tecnica infatti permetteva di eseguire degli atti al tempo stesso diagnostici ed operativi sulla sfera genitale femminile, con il minimo impegno da parte del paziente in termini di ricovero ospedaliero e pronta ripresa delle attività sociali. Sulla scia di questi risultati, l’utilizzo della tecnica laparoscopica ha trovato sempre più riscontro in quasi tutti i settori ultra specialistici della chirurgia, in particolare, a partire dagli anni novanta, in quello colo rettale.

La  tecnica in fatti prevede l’introduzione di trocars, piccole sonde a forma di cilindro avente un diametro variabile tra 5, 10 e 12 mm oggi disponibili anche con 2,5 mm di diametro e lunghi circa 10-15 cm, mediante piccole incisioni eseguite sull’addome. Questi trocars permettono al tempo stesso, l’insufflazione di gas all’interno dell’addome, il cui scopo è quello di distenderlo determinando quindi acquisizione dello spazio necessario per il movimento interno degli strumenti chirurgici, e l’introduzione di una telecamera ad alta definizione collegata ad un monitor; tutto questo permette di eseguire interventi chirurgici all’interno dell’addome, con maggior vantaggio per la tecnica chirurgica in quanto la telecamera ad alta definizione permette una straordinaria  magnificazione dell’anatomia con elevata capacità di dissezione appunto tra i vari tessuti anatomici. Tutto ciò si traduce in un maggiore capacità chirurgica dell’operatore e riduzione del tempo operatorio.

Nella chirurgia colo rettale, la tecnica laparoscopica viene utilizzata per il trattamento chirurgico del cancro del colon retto principalmente e per il trattamento di patologie benigne quali la diverticolite ed il prolasso del retto. È da sottolineare come per il trattamento del cancro del colon retto, la tecnica laparoscopica abbia offerto i maggiori benefici: in particolare è perfettamente eseguibile la nerve sparing technique ovvero la tecnica che permette il risparmio di sottili strutture nervose localizzate nello scavo pelvico, la cui salvaguardia permette il mantenimento delle fisiologiche funzioni urinarie e sessuali, grazie alle immagini  magnificate  offerte dalla telecamera, dei tessuti anatomici; permette una radicalità oncologica pari se non superiore alla tecnica “open“ – a cielo aperto.

Per il fatto che si opera in un contesto chiuso, l’addome di fatto non viene aperto, la ripresa dell’attività intestinale avviene in tempi piuttosto rapidi con beneficio del paziente in termini di minor consumo di farmaci analgesici, minor tempo di ricovero ospedaliero e ripresa delle attività sociali in temi piuttosto brevi, sempre salvo complicanze. Non ultimo il fatto che le piccole incisioni permettono una minor offesa sull’addome con benefici  per l’estetica.

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