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Set
19

L’infermiere e la sala operatoria proctologica, una figura umana e professionale indispensabile

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L’assistenza infermieristica svolta come supporto all’intervento chirurgico proctologico riveste molteplici aspetti che oscillano dall’attitudine professionale, alla conoscenza dei tempi e delle tecniche chirurgiche proctologiche, passando attraverso il rispetto per il paziente proctologico visto il particolare legame esistente tra sfera psicologica e patologia proctologica. I punti rilevanti nell’approccio assistenziale infermieristico in corso di intervento chirurgico proctologico sono incentrati sulla preparazione della sala operatoria, sulla preparazione del paziente, infine sulla preparazione del materiale sanitario e chirurgico occorrente durante l’intervento. La preparazione della sala operatoria parte dalla lista operatoria: è infatti la lista operatoria che identifica il paziente e ne specifica l’intervento chirurgico. Sempre dall’analisi della lista operatoria si deduce se il paziente ha patologie di rischio correlate, ad esempio epatite virale, per cui prendere le dovute precauzioni per il paziente in primo luogo e per il personale di sala operatoria presente poi; inoltre, se specificati, si prende atto dello strumentario speciale che eventualmente il chirurgo operatore può abbisognarsi. Infine l’apertura della sala operatoria deve seguire un iter specifico, secondo dei protocolli attualmente in uso che ne certificano la sanificazione avvenuta nelle ore immediatamente precedenti all’uso. La preparazione del paziente, prevede una check list di accoglienza del malato attraverso la quale, confrontata con la lista operatoria, si identifica il paziente attraverso le generalità ed il numero della cartella clinica, la patologia e l’intervento chirurgico cui il paziente dovrà sottoporsi: lo scopo della check list è essenzialmente quello di ridurre drasticamente il rischio di errore di identificazione del paziente e conseguentemente dell’intervento chirurgico. A seguire si registrano, sul libro operatorio, i dati anagrafici del paziente da operare con gli orari di ingresso, di inizio e fine d’intervento. Si esegue poi l’accesso venoso propedeutico all’infusione di farmaci necessari all’intervento chirurgico ed il collegamento con i monitors dedicati all’anestesia ed alla registrazione dei parametri vitali; quindi si posiziona il paziente sul tavolo operatorio. Segue, infine, la preparazione del tavolo operatorio dove alloggiano lo strumentario, i dispositivi sanitari generali e specifici, come ad esempio suturatrici meccaniche dedicate, bisturi ad ultrasuoni, materiali biologici come i collanti o altro, che rientra nello strumentario specifico dell’intervento proctologico. Presupposto per un infermiere di sala operatoria di proctologia è la conoscenza anatomica, patologica del colon retto ano e dei vari tipi di tecniche chirurgiche utilizzate come la laparoscopia, le tecniche mininvasive trans anali e così via. Il mantenimento della sterilità propria e della squadra chirurgica rappresenta un altro momento di rispetto del paziente e decisivo per la buona riuscita dell’intervento chirurgico; la sterilità del contenuto del tavolino chirurgico ( servitore), la rilevazione di eventuali eventi, manovre o movimenti non sterili che si effettuano in corso di intervento , la scelta dei ferri chirurgici e dei fili di sutura in collaborazione con il chirurgo, la conoscenza e rispetto dei tempi chirurgici “ sporchi” e “ puliti” , la conta delle garze e dei ferri , l’allontanamento dello strumentario chirurgico e sua immersione nel liquido per la decontaminazione con l’allontanamento della teleria di copertura del paziente, il risveglio del paziente ed il suo riposizionamento al letto concludono la fase assistenziale in sala operatoria. Nonostante la puntazione descritta da rispettare durante un intervento di chirurgia proctologica, è opportuno ricordare tuttavia che le caratteristiche salienti dell’infermiere di sala operatoria proctologica sono: la passione, l’attitudine, la conoscenza e la formazione, tutto finalizzato a garantire al paziente la massima assistenza possibile.

I.P. Marco Palucci, Ospedale Sandro Pertini Roma