Per Appuntamenti +39.333.3926736 o +39.388.1183640

Giu
26

Proctologia, controllo del dolore postoperatorio

Thumbnail di Proctologia, controllo del dolore postoperatorio

Il dolore postoperatorio dopo un intervento proctologico generalmente spaventa il paziente che teme nei giorni successivi momenti molto dolorosi, specialmente in occasione del momento in cui andrà al bagno. E’ sicuramente sbagliato promettere al paziente che non sentirà assolutamente nessun tipo di fastidio, ma è anche vero che, da un lato, attualmente le tecniche chirurgiche consentono di ridurre al minimo l’invasività dell’operazione proctologica, d’altro canto oggigiorno disponiamo di molti farmaci che ci consentono di modulare il trattamento del dolore postoperatorio in proctologia in modo relativamente sicuro senza dimenticare il ruolo svolto dall’anestesia sul controllo del successivo dolore postoperatorio.

Nei grossi interventi chirurgici per il cancro del colon retto, l’uso della laparoscopia riduce al minimo il trauma a livello della parete addominale, cosa che rappresenta la causa principale del dolore postoperatorio, infatti gli organi interni provocano dolore solo se vengono distesi, cioè se al loro interno si verifica un accumulo di aria e quindi un aumento della pressione. Il dolore quindi per la maggior parte è dovuto ala quantità di parete addominale che ha subito un trauma, cioè l’incisione chirurgica. Nella chirurgia proctologica laparoscopica l’esecuzione di alcuni buchi nella parete addominale comporta sicuramente un trauma minore della chirurgia classica laparotomica.

Nel trattamento delle emorroidi è importante il tipo di intervento per l’entità del dolore postoperatorio. Il vecchio intervento di Milligan e Morgan per il trattamento delle emorroidi è caratterizzato da un decorso postoperatorio più doloroso dell’attuale intervento di Longo perché la tecnica chirurgica prevede l’asportazione dei gavoccioli emorroidari; la zona interessata dall’atto chirurgico è molto sensibile. Nell’intervento di mucoprolassectomia (tecnica di Longo) la zona trattata è situata in punto in cui vi è una minore innervazione e quindi il dolore operatorio vero e proprio è minimo. Può talvolta essere causa di fastidio il tampone anale che viene lasciato in sede a fine intervento ed il disagio spesso si risolve non appena il tampone viene rimosso.

La tecnica anestesiologica ha il proprio ruolo nel controllo del dolore postoperatorio, negli interventi di chirurgia maggiore è utile l’infiltrazione dei punti dell’incisione chirurgica con alcuni tipi di anestetici locali che consentono un controllo del dolore nel periodo postoperatorio.

Negli interventi di chirurgia per le ragadi o fistole perianali l’esecuzione dell’anestesia locale analogamente garantisce una buona copertura del dolore anche nel periodo postoperatorio.

Nell’intervento per emorroidi può essere effettuata un’anestesia periferica particolare chiamata anestesia o analgesia subaracnoidea (anestesia spinale) oppure una tecnica simile, l’anestesia peridurale. Generalmente preferiamo utilizzare l’anestesia subaracnoidea per velocità di esecuzione per l’intervento di mucoprolassectomia (tecnica di Longo) . Nel caso si debba effettuare l’intervento classico di Milligan Morgan potrebbe essere più utile eseguire l’anestesia peridurale perché con tale tecnica viene lasciato un sottilissimo cateterino nello spazio peridurale che ci consente di somministrare dei farmaci antidolorifici nelle 24/48 ore successive, tale terapia è molto efficace per il controllo del dolore e va riservata ai casi di intervento più dolorosi quando l’anestesista ne ponga l’indicazione.

Abbiamo molte possibilità per il controllo farmacologico del dolore postoperatorio in proctologia, sono disponibili diversi tipi di farmaci che possono essere somministrati con relativa tranquillità. L’anestesista in base alle condizioni cliniche del paziente e al tipo di intervento chirurgico deciderà quali tipi di antidolorifici associare. Esistono in commercio delle piccole pompe a “elastomero” che consentono di rilasciare i farmaci in modo continuo e graduale. Le sostanze antidolorifiche hanno maggiore efficacia se vengono rilasciate in modalità costante, se invece vengono somministrate in dosi successive anche ad orari prestabiliti possono non coprire in modo continuo il dolore postoperatorio. Questo semplice accorgimento consente di migliorare notevolmente il decorso postoperatorio degli interventi proctologici. Nel caso la copertura antidolorifica non dovesse essere completamente adeguata si possono comunque somministrare dei farmaci aggiuntivi per arrivare ad un livello soddisfacente di analgesia. Un fattore importante per una buona copertura del dolore postoperatorio è il momento d’inizio della terapia antidolorifica postoperatoria, se l’infusione del farmaco viene iniziata prima della fine dell’intervento l’efficacia antidolorifica a fine intervento sarà maggiore.

Per il controllo del dolore postoperatorio in proctologia non sono certo meno importanti le norme nutrizionali nel periodo successivo all’intervento. E’ importante bere molti liquidi per aumentare la morbidezza delle feci unitamente a sostanze che svolgono questo compito specifico come ad esempio l’olio di vaselina. Se l’intervento è eseguito correttamente e non vi sono complicanze l’evacuazione avverrà in breve tempo e con minimo fastidio. E’ molto temuto il momento in cui si riandrà al bagno, siate tranquilli, se seguirete le indicazioni del vostro chirurgo proctologo questo momento non sarà così traumatico come voi pensate.