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Feb
23

Cosa fare in caso di condilomi anali

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I condilomi sono delle escrescenze cutanee acuminate, di colorito bianco madre perlaceo, del diametro di qualche millimetro, dovute all’infezione di un virus denominato papilloma virus o HPV appartenente alla famiglia dei Papovavirus. La famiglia dei Papova raccoglie una serie di sottofamiglie o ceppi, il cui grado di virulenza, che altrimenti identifica una sorta di capacità di aggressione esagerata del virus, determina l’estensione della malattia condilomatosa, nonché la capacità intrinseca di trasformarsi in quelle che, a seconda che la localizzazione si manifesti nella regione perianaleo vulvare o nella cervice uterina, vengono definite delle lesione neoplastiche intraepiteliali.

La condilomatosi ha come modalità di trasmissione la via sessuale ed è particolarmente evidente negli omosessuali. La riduzione delle forze immunitarie, come ad esempio avviene nei pazienti affetti da AIDS, e la capacità di virulenza specifica per ogni ceppo di papova virus, danno luogo ad una corrispondenza clinica di trasformazione dei condilomi in neoplasie locali all’anoderma o alla vulva o alla cervice uterina a seconda la localizzazione iniziale della malattia.

Curare i condilomi anali

Per questo quando il paziente sente con il tatto minime escrescenze perianali è opportuno che si sottoponga alla visita di un proctologo. La visita proctologica permette una diagnosi assai precisa confermata dall’ausilio dell’anoscopia, la cui utilità si manifesta in particolar modo per le forme di condilomatosi poste all’interno dell’ano, dunque non evidenti all’auto palpazione.

Il protocollo da seguire in primo luogo è l’asportazione chirurgica dei condilomi, ciò per ottenere una diagnosi istologica e la tipizzazione del ceppo. I ceppi appartenenti per esempio al gruppo 6, 11 hanno una spiccata virulenza e dunque un’intrinseca capacità di dare, in condizioni predisponenti favorevoli così come già detto, quelle neoplasie dette anali intraepiteliali – Anal Intraephitelial Neoplasia.

Successivamente è possibile sottoporre il paziente a terapia medica locale con creme, alcune delle quali con spiccata capacità chemioterapica, i cui scopi sono quelli di rafforzare l’azione chirurgica e di impedire la crescita di ulteriori condilomi. A seguire controlli a distanza in primo luogo dopo 3 mesi poi ogni 6 mesi per i primi 3 anni. È possibile inoltre associare, nella fase subito successiva alla terapia chirurgica, vaccini specifici per il Papova virus che ulteriormente contribuiscono al controllo della malattia.

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