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Ott
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Screening dei condilomi anali

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Le neoplasie intraepiteliali dell’ano e sono forme tumorali che insorgo esclusivamente sull’anoderma. Con i 4000 nuovi casi di carcinoma squamoso dell’ano registrati negli Stati Uniti d’America, il problema dell’A.I.N. (anal intrahepithelial neoplasia) ha assunto un ruolo di primo piano per i colon proctologi anche e perché il fenomeno sembra essere maggiormente correlato alla presenza dei condilomi.

Questi sono formazioni acuminate di colorito grigio bianco madre perlaceo poste in prossimità dell’anoderma o subito all’interno del canale anale, che si svelano alla digitazione occasionale dell’ano senza sintomi particolari. I condilomi anali sono dovuti a virus denominati Papovavirus e si trasmettono principalmente per via sessuale. Secondo stime pubblicate recentemente l’incidenza della patologia dimostra una lievissima predominanza nella donna in un rapporto però di 10:9.

Alcuni papovavirus sono virus che presentano delle caratteristiche di virulenza genetica più spiccata della maggioranza degli altri ceppi: essi cioè danno luogo a condilomi che hanno delle potenzialità di trasformazione in neoplasia anale più elevata. Tutto ciò si evidenzia maggiormente in pazienti omosessuali HIV+ in virtù dell’elevata frequenza di esposizione al rischio di infezione del papovavirus e della bassa protezione immunitaria. Il confluire di questi elementi di rischio, papova virus dall’elevata potenzialità di virulenza associati all’immunodeficienza ed all’elevata frequenza di esposizione al contatto col virus per trasmissione sessuale, fanno sì che la catena di trasformazione di condilomi in neoplasie sia potenzialmente elevata rispetto a pazienti che comunque affetti da condilomi, non presentino tali peculiarità.

L’equipe proctologica di proctologia.biz in collaborazione con la Clinica Ars Medica, propone un servizio di screening dei condilomi anali che si espleta attraverso lo svolgimento di una visita proctologica e a una anoscopia con il successivo trattamento chirurgico e di follow-up per pazienti che risultassero positivi allo screening.

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