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Mag
18

Defecazione, come avviene?

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Meccanismo della defecazione

Retto-anopavimento pelvico e il complesso muscolare sfinteriale interagiscono tra di loro determinando la continenza anale e la defecazione. Il retto, ultima porzione del tubo digerente, possiede proprietà al tempo stesso di viscosità ed elasticità ragion per cui ha  notevole capacità di volume mantenendo basse le pressioni: in particolare con il termine  capacità, si intende la proprietà del retto a distendersi per accogliere una certa quantità di feci.

Canale anale

Il canale anale possiede, nella sua porzione più interna o prossimale, un particolare tipo di recettori, quest’ultimi in grado di discriminare cosa il retto contiene, se cioè aria piuttosto che feci, in questo caso se liquide o formate, ovvero aria commista a feci.

Sfintere anale

Il complesso muscolare dello sfintere anale è costituito in: muscolo elevatore dell’ano, sfintere anale esterno, sfintere anale interno; in particolare il muscolo elevatore dell’ano costituisce lo sfintere anale esterno, avendo quello interno una diversa origine e collocazione, e determina anche il muscolo pubo rettale, che avvolge il retto come fosse una fionda.Lo sfintere anale interno è un ispessimento delle fibre muscolari proprie dell’ultima porzione del retto, prima di continuarsi nel canale anale; questo, in virtù delle sue caratteristiche anatomiche e fisiologiche, possiede una capacità di contrazione di base che sviluppa una pressione  superiore   a quella vigente nel retto vuoto. In proctologia, la continenza si basa, per il 80%, sull’attività dello sfintere anale interno. Ciò nonostante, il mantenimento di una condizione di base di contrazione proprio allo sfintere anale interno non determina la chiusura completa del canale anale: a ciò contribuisce sia la contrazione dello sfintere anale esterno, che si dispone a guisa di anello concentrico allo sfintere anale interno, per il 20%, ed i cuscinetto emorroidali per il 10%. Il muscolo pubo rettale ed il muscolo elevatore dell’ano contribuiscono ad angolare la parete anteriore del retto verso la sua pozione posteriore chiudendo l’accesso al canale anale delle feci. Le fibre nervose interagiscono tra loro, a livello essenzialmente locale, cioè tra retto ano e strutture muscolari ricche in recettori, poi spinale sacrale infine a livello del sistema nervoso centrale. Tali fibre nervose si distinguono in eccitatorie per lo sfintere anale interno ed inibitorie lo sfintere anale esterno ed  eccitatorie lo sfintere anale esterno e l’elevatore dell’ano ed inibitorie lo sfintere anale esterno, sì da creare dei corto circuiti in grado di far funzionare, con modalità simmetriche e contrapposte, il sistema sfinteriale interno ed esterno.

Defecazione

La defecazione così, si basa su tre momenti essenziali, che vedono il coinvolgimento completo di tutte le porzioni anatomiche sopra elencate in maniera armonica: primo momento, il riflesso retto rettale; secondo momento, il riflesso retto anale inibitorio; terzo momento, il riflesso retto anale eccitatorio. Con il riflesso retto rettale, le feci raggiungono l’ampolla rettale in una certa quantità in grado di sviluppare una pressione che tende a superare quella vigente all’interno dello sfintere anale interno, primo baluardo della continenza. In questo modo, si sviluppa il riflesso retto anale inibitorio per cui, lo sfintere anale interno riduce la sua contrattilità e permette l’avvicinamento delle feci alla prima porzione del canale anale dove, grazie ai recettori qui presenti, avviene la discriminazione del contenuto rettale in gas, feci liquide o solide. In seguito inizia il riflesso retto anale eccitatorio, col quale lo sfintere anale esterno aumenta la sua pressione, contrastando quindi l’azione di rilassamento dello sfintere anale interno: ciò permette il controllo ultimo della continenza permettendone la supervisione del nostro cervello e quindi della nostra volontà. Se cioè l’aspetto sociale permette l’atto della defecazione, allora la contrazione dello sfintere anale esterno, dalla durata comunque limitata a qualche minuto, permette la continenza sino al raggiungimento della toilette; diversamente la contrazione  dello sfintere anale esterno permette l’aggiustamento della pressione di contenimento dello sfintere anale interno sino al raggiungimento delle condizioni di partenza potendo così attendere un momento socialmente migliore per sviluppare l’atto della defecazione.