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Tumore del colon retto

Il cancro del colon retto costituisce la seconda causa di morte negli adulti affetti da tumore. in proctologia, la malattia inizia dalla presenza di un polipo nel distretto del colon retto, anche se spesso non da sintomi evidenti. Questa formazione nel tempo si trasforma in malattia neoplastica definita displasia ma questo stadio non è ancora definibile come cancro. La displasia presenta a sua volta tre gradi di evoluzione, distinti in lieve media e severa, oltre le quali avviene la trasformazione in cancro. Il tumore è studiato e stadiato in ragione della sua invasione locale, attraverso la parete del colon retto, ed a distanza relativamente al coinvolgimento delle strutture linfonodali e degli organi a loro volta vicini o a distanza. La terapia è chirurgica; è possibile associare, relativamente lo stadio della malattia da trattare ed alla sua localizzazione al colon piuttosto che al retto, radioterapia e o chemioterapia prima e o dopo l’intervento chirurgico. La sopravvivenza dalla malattia è direttamente proporzionale allo stadio; importanti risultati sono stati ottenuti in termini di sopravvivenza libera da malattia negli stadi iniziali del tumore. Negli stadi localmente avanzati con coinvolgimento locale linfonodale è necessario associare la terapia così detta adiuvante prevalentemente costituita da chemio. La chirurgia laparoscopica ha nettamente migliorato il comfort post operatorio avendo mantenuto se non migliorato la curabilità oncologica ottenibile con la tecnica open. Gli studi genetici eseguiti sui pazienti affetti da cancro del colon retto ne hanno dimostrato il coinvolgimento: le attuali sfide sono rappresentate dalla migliore comprensione dei meccanismi di mutazione molecolare genetica che determinano la trasformazione del polipo in cancro a partire dalla qual cosa ottimizzare l’azione del farmaco antitumorale ideale a rallentarne lo sviluppo sino alla completa distruzione possibilmente negli stadi iniziali. L’importanza dello screening del colon retto appare allora evidente: l’identificazione precoce del cancro colo rettale, che permette l’azione efficace della terapia chirurgica ed adiuvante finalizzata al raggiungimento della più alta percentuale di guarigione possibile, avviene attraverso dei marcatori che svelano la presenza del tumore. Attualmente, oltre alla ricerca del sangue occulto nelle feci, è stato introdotto come campo obbligatorio di screening di primo livello negli Stati Uniti D’America dalla American Cancer Society – fonte New England Journal of Medicine, dicembre 2009 – anche la ricerca del DNA nelle feci per la sua buona sensibilità dimostrata.

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