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Incontinenza fecale o incontinenza anale

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L’incontinenza fecale o incontinenza anale in proctologia è una condizione clinica estremamente impegnativa, dall’enorme impatto psicosociale, dall’etiopatogenesi multivariata.

La condizione clinica, come detto, incide in maniera determinante sulla vita psico-fisica del paziente, tanto da indurlo all’isolamento sociale. Negli Stati Uniti d’America, si calcola che annualmente si sostiene una spesa di circa 400.000 dollari all’anno per l’acquisto dei pannoloni, ragion per cui l’incontinenza fecale costituisce la seconda causa più comune di malattia istituzionalizzata tra gli anziani.

In proctologia si parla di incontinenza fecale quando è presente la perdita di gas e feci dall’ano per incapacità del paziente a contenere. Se, per esempio, si pensasse e si limitasse  l’incontinenza al solo gocciolamento di minime quantità di feci (soiling) l’impatto sarebbe pari al 5% della popolazione sana. Quando invece viene considerata la perdita delle feci, l’impatto in termini di prevalenza sulla popolazione in generale è del 0,5-1,5%. Studi condotti a mezzo questionari sulla popolazione generale della Gran Bretagna, hanno evidenziato, qualora si considerasse sia la perdita saltuaria di minime quantità di feci che la perdita completa di esse almeno 12 volte al mese, l’impatto risulta essere pari al 4,2 per 1.000. Inoltre, l’età (dai 65 anni in poi) e le condizioni cliniche e psicologiche di base influenzano in maniera statisticamente significativa l’incontinenza anale. In particolare, nei pazienti in età geriatrica, il rischio di incontinenza fecale e mista con l’incontinenza urinaria è 12 volte superiore rispetto alla popolazione sana. Anche il sesso costituisce elemento determinante: le donne presentano un rischio di incontinenza 8 volte superiore agli uomini. Tuttavia ancora oggi il vero impatto sulla popolazione generale dell’incontinenza fecale è di difficile valutazione. Ciò è tanto più vero se si pensa al semplice fatto che, ad esempio, il 52% dei pazienti affetti da turbe gastrointestinali, particolarmente la diarrea, presenta segni clinici di incontinenza fecale; questo per illustrare le difficoltà reali per calcolare correttamente l’importanza dell’incontinenza fecale sul tessuto sociale anche in considerazione del pudore proprio al paziente nel denunciarne l’esistenza.

Classificazione dell’incontinenza anale

L’incontinenza anale verrà definita grave quando si ha la perdita di feci normoconformate: essa consegue generalmente a fattori traumatici o neurologico. L’incontinenza anale è di grado lieve quando si ha un ridotto controllo dei gas ed occasionalmente delle feci liquide: essa consegue generalmente a fatti funzionali da stress chirurgico ovvero da sindromi diarroiche. Non esiste al momento una maniera corretta ed oggettiva per misurare il grado dell’incontinenza. In realtà lo strumento attraverso cui si misura l’incontinenza è un questionario formulato sulla base di una serie di domande che permettono, dunque, una corretta valutazione  dell’incontinenza anale stessa. Esistono un certo numero di questionari al momento tutti validi, ovviamente tra questi è possibile distinguere quelli meno precisi rispetto a quelli molto definiti.

Accertamenti diagnostici

Una volta stabilita l’esistenza e misurata l’importanza di un’incontinenza anale è fondamentale, a seguire, valutare le cause che hanno portato detta patologia attraverso degli accertamenti clinico diagnostici: così l’ecografia endoanale, la manometria ano-rettale ed i tempi di latenza dei nervi pudendi, costituiscono il primo step di valutazione. A questi esami, a guisa di complemento d’informazione, vengono aggiunti la rx defecografia, la risonanza magnetica defecografia, i potenziali evocati, l’elettro miografia pelvica.

Trattamento

Il trattamento si basa, tenendo sempre ben conto di ciò che gli accertamenti clinico diagnostici ed i questionari valutativi mettono in evidenza, sulla riabilitazione in primo luogo, biofeedback e neuromodulazione sacrale, e terapia chirurgica che riconosce nella sovrapposizione dei lembi muscolari dello sfintere anale esterno – overlapping sfinteriale – in primo luogo e nel posizionamento di sfinteri artificiali anali, quest’ultimi per casi estremamente selezionati e comunque gravato da percentuali non trascurabili di insuccesso, o interposizioni di lembi muscolari perirettali con pacemaker stimolatori per il funzionamento in secondo luogo, i principi fondamentali di cura.

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