Per Appuntamenti STUDI MEDICI ARS MEDICA +39.06.36208923 - 924 oppure +39.333.3926736 o +39.388.1183640

Dic
23

La dieta per la prevenzione delle emorroidi

Thumbnail di La dieta per la prevenzione delle emorroidi

Sappiamo con certezza che l’elemento che determina l’insorgenza delle emorroidi è il prolasso del rivestimento interno del retto, definito mucosa. Il prolasso della mucosa rettale provoca, nel tempo, lo scivolamento verso il canale anale del tessuto emorroidario causandone poi la congestione e la conseguente sintomatologia caratterizzata da sanguinamento anale o rettorragia, dolore anale, bruciore anale, ano umido , prurito anale, ipertono sfinteriale e ragade anale. La stipsi causa lo scivolamento, cioè il prolasso, della mucosa rettale. Dunque la stipsi si pone alla base di tutte quelle conseguenze fisiopatologiche che porteranno all’insorgenza della malattia emorroidaria.

Per questo,  nel corso della visita proctologica, viene posto l’accento sull’importanza di una corretta alimentazione da osservare in corso di malattia emorroidaria come primo elemento terapeutico. Il presupposto razionale principale attraverso cui definire un comportamento alimentare corretto è rappresentato dal raggiungimento di un unico obiettivo essenziale: la formazione di feci che siano al tempo stesso morbide, soffici e voluminose. Le feci che hanno queste qualità facilitano l’atto della defecazione e in tal modo si reca il minor danno possibile sul sistema retto anale rispetto a quello che si osserva in corso di stipsi o in caso di colon irritabile nella sua fase diarroica, sia l’emissione di feci dure che di feci diarroiche comporta un danno sul tratto retto anale che nel tempo si evidenzia con una miscellanea di sintomi sopra elencati.

Dieta per combattere le emorroidi

Per fare in modo che le feci siano morbide soffici e voluminose, è necessario che nella nostra dieta quotidiana siano costantemente presenti acqua, fibre e fermenti lattici. Ognuno di questi elementi garantisce, se presenti nelle giuste quantità giornaliere, la giusta qualità delle feci.

Acqua

Sappiamo che le acque ricche in sali minerali, in particolare quelle acque bicarbonato alcaline, in quantità non inferiore ai 2 lt. al giorno, favoriscono le funzioni digestive costituendo l’elemento terapeutico fondamentale per la stipsi. Infatti esse stimolano la secrezione e la conseguente immissione nel tratto intestinale dei sali biliari, abili questi a stimolare la motilità intestinale e quindi favorenti lo svuotamento del tratto digestivo.

Fibre alimentari

Le fibre sono la componente in cellulosa delle piante, le fibre alimentari sono presenti in quantità variabile in tutti i vegetali commestibili, e costituiscono la parte inassimilabile del vegetale ingerito. Infatti, non avendo come i ruminanti l’enzima che scinde la cellulosa, le fibre transitano attraverso il nostro organismo senza essere assimilate e senza fornirci calorie o altre sostanze nutritive: quindi la fibra rappresenta la parte degli alimenti vegetali che non viene degradata dagli enzimi digestivi. In generale, le fibre alimentari sono agenti fermentanti e, in presenza di una adeguata idratazione ed in presenza di batteri nelle feci, determinano un’accelerazione del tempo di transito intestinale riducendo la pressione gassosa all’interno del tratto digestivo.

Probiotici

Il termine probiotico deve essere riservato a microrganismi vivi e vitali che conferiscono benefici alla salute dell’ospite quando consumati in adeguate quantità come parte di un alimento o di un integratore, tipico esempio ne è il bifidobacterium longum. Tuttavia è da sottolineare la loro limitata sopravvivenza con totale scomparsa dopo una settimana, per cui è necessario garantirne una continua somministrazione per mantenere un livello adeguato di presenza e dunque di funzione. Farmaci probiotici e generici prodotti alimentari con fermenti come gli yogurt possono consentire un mantenimento minimo fisiologico dei batteri fermentanti presenti nel colon . Si definisce prebiotico, una sostanza di origine alimentare non digeribile che se somministrata in quantità adeguata porta beneficio al consumatore grazie allo sviluppo in termini di crescita o funzione di uno o più batteri già presenti nel tratto intestinale. Costituisce così un prodotto simbiotico perché rafforza, sovrapponendosi ad esso, la funzione del probiotico: esempi di prebiotico sono la cellulosa, i suoi derivati come il lattulosio e lo psyllium, quindi le fibre così dette buone. Il razionale per cui pre e probiotici sono utili per controbattere la stipsi è che insieme hanno la capacità di aumentare il volume delle feci; le fibre, come lo psyllium, giungono nel grosso intestino non digerite e costituiscono un alimento fondamentale per la flora batterica del colon. Qui i bifidi e i lattobacilli (probiotici) digeriscono le fibre non digerite(prebiotici) dagli enzimi digestivi umani, per cui si ha come duplice effetto quello di aumentare la flora batterica intestinale da un lato e dall’altro l’aumento dei prodotti di digestione delle fibre. Le fibre sono delle molecole complesse costituite da zuccheri e grassi, la massa fecale aumenta in ragione della loro produzione e intensificano ulteriormente la loro capacità di aumentare il volume richiamando acqua per osmosi.

L’equilibrio degli alimenti

  • La cottura dei cibi può avvenire nei modi classici: bolliti, sulla piastra o a vapore.
  • Alimenti a rischio: dolcificanti; sorbitolo; fruttosio.
  • Frutta: pesche, pere, succo di agrumi.
  • Vegetali: cavoli, carciofi, cipolle, rucola, cetrioli, pomodori.
  • Controindicati: spezie, cioccolato, caffè, bevande contenenti caffeina, alcool e bevande gassate.
  • Il consumo dei prodotti integrali va messo in relazione al tipo di alvo, se cioè la manifestazione clinica dell’alvo è tendenzialmente stitica allora migliorano la situazione; diversamente se tendenzialmente diarroico la peggiorano.
  • Latticini sono ammessi, ma in quantità limitata. Bene anzi ottimo lo yogurt.

Diverse ricerche stabiliscono la necessità di 25-30 grammi giornalieri di fibre, ma senza stare a fare strani calcoli, diciamo che una buona introduzione di verdura e frutta ci garantirà la quota. È bene sapere che i prodotti animali o gli alcolici non contengono in alcun modo fibre, così come le stesse sono contenute in misura bassissima nelle farine raffinate che costituiscono normalmente l’80% della nostra alimentazione. Un’ottima fonte di fibre è costituita dai cereali integrali, dalla frutta secca e dai legumi, oltre che da frutta e verdura, come la bieta, la cicoria romana, gli spinaci e similari. In particolare introdurre nella dieta:

  • un pasto di legumi, bilanciato con cereali per avere il giusto apporto di proteine, almeno tre volte a settimana. Iniziare con dei passati, per evitare che la buccia, dei fagioli in particolare, ricca di fibre ma per alcuni indigesta, possa creare gonfiori, soprattutto se associamo i legumi ad altre proteine animali o a frutta.
  • Consumare cereali integrali in chicchi alternandoli alla solita pasta, se proprio non ci piace il gusto, proviamo con chicchi decorticati o perlati, sebbene in quest’ultimo caso le fibre siano in quantità minore.
  • Tra i pasti è possibile sgranocchiare carote, sedani e finocchi come snack, ma, con moderazione, anche frutta secca e semi oleosi, fonti di vitamine e grassi polinsaturi.

Fissa un appuntamento