Per Appuntamenti STUDI MEDICI ARS MEDICA +39.06.36208923 - 924 oppure +39.333.3926736 o +39.388.1183640

Ott
27

Acqua, una medicina naturale per la cura della stipsi

Thumbnail di Acqua, una medicina naturale per la cura della stipsi

È opinione comune che un corretto stile di vita e abitudini alimentari sane, con quantitativo sufficiente giornaliero di fibre ed acqua, costituiscano gli ingredienti necessari per arginare la stipsi. In particolare, il consumo costante di almeno due litri di acqua al giorno, facilita le funzioni digestive da un lato e mantiene un gradiente di idratazione delle feci dall’altro, tale da renderle, unitamente alla fibre, sufficientemente soffici morbide e voluminose per una normale defecazione.

Perché l’acqua è utile contro la stipsi

Non sappiamo sino in fondo attraverso quale meccanismo l’acqua favorisca una normale funzione digestiva e intestinale e quali acque favoriscano tali processi. Allo stato attuale, sappiamo che le acque bicarbonato alcaline, cioè cariche di elettroliti e sali minerali, sono quelle che maggiormente incidono in maniera positiva sulle funzioni digestive e di conseguenza sull’attività intestinale.

A dimostrazione di ciò, in letteratura è possibile consultare l’esperienza ottenuta da alcuni autori italiani, attraverso cui due gruppi di pazienti affetti da stipsi sottoposti rispettivamente il primo a consumo di acqua bicarbonato alcalina e fibre, il secondo a consumo di acqua corrente e fibre, due litri di acqua al di per 30 giorni: il risultato ottenuto era di un miglioramento netto della stipsi a favore del gruppo sottoposto a consumo di acqua ricca di Sali minerali rispetto al gruppo di consumo di acqua corrente. A dimostrazione della positiva influenza esercitata dalle acque bicarbonato alcaline sulla stipsi, attualmente esistono in letteratura numerosi lavori.

Rimane da spiegare come questo tipo di acqua possa svolgere una azione così significativa sulle funzioni digestive. Per questo, sempre dalla letteratura, sono stati condotti una serie di studi nei quali si sono ricostruiti in laboratorio e su cavie dei modelli attraverso cui è possibile spiegare l’azione di questo tipo di acque e di tradurne quindi su scala reale l’esatto meccanismo.

L’uso delle acque bicarbonato alcaline stimola lo svuotamento gastrico e l’immissione dei sali biliari nell’intestino. Studi ecografici condotti sulla colecisti, eseguite dopo che pazienti volontari avessero assunto acque ricche di minerali, hanno dimostrato la modificazione della sua forma e dei suoi volumi: questi dati indicano che, dopo l’assunzione dell’acqua, la colecisti si contrae e determina il passaggio della bile che contiene, la colecisti è il serbatoio della bile che determina la digestione dei cibi, nel tubo digerente. Non solo: sempre attraverso studi condotti su volontari, si è visto che lo stomaco ha dei tempi di svuotamento notevolmente più rapidi, per coloro che avessero consumato acqua bicarbonato alcalina durante il pasto. Dunque la risultante di queste osservazioni è che l’attività digestiva subisce l’influenza dell’acqua bicarbonato alcalina in maniera tale da aumentarne l’attività funzionale di transito. In particolare, in laboratorio, cavie trattate preventivamente con farmaci la cui funzione era quella di rallentare lo svuotamento gastrico e l’attività intestinale, successivamente sottoposte a consumo di acque bicarbonato alcaline, vedevano ripristinata la normale funzione digestiva.

Si è dunque proposta l’ipotesi di un modello fisiopatologico attraverso cui, l’enorme quantitativo di elettroliti e di anidride carbonica presenti in queste acque , stimolerebbe i recettori numericamente elevati posti a livello dello del cavo orale, dello stomaco e del duodeno in maniera tale da aumentare l’attività della muscolatura liscia intestinale aumentandone e quindi il miglioramento delle funzioni digestive.

In conclusione è possibile affermare che l’uso costante di acqua ricca in sali minerali, in particolare quelle bicarbonato alcaline, e in quantità non inferiore ai due litri al giorno, favorisce le funzioni digestive costituendo l’elemento terapeutico fondamentale per la stipsi.