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Laser FiLac per il trattamento delle fistole anali

Prof. Varriale, può spiegare in cosa consiste la metodica con il laser filac da lei adottata nel trattamento delle fistole anali?

Il termine filac sta ad indicare il trattamento chirurgico di chiusura delle fistole perianali mediante l’utilizzo del laser a diodi. Sulla base degli studi scientifici preliminari, questa metodica, recente e innovativa, ha dimostrato di offrire una ragionevole possibilità di guarigione in associazione ad una riduzione del rischio di recidiva e ad un assoluto rispetto delle strutture sfinteriali. La metodica prevede l’utilizzo di una sonda laser flessibile del diametro di circa un millimetro che, introdotta lungo tutto il tragitto fistoloso, ne determina il collabimento mediante l’erogazione di calore generato da una bassa potenza di energia. L’intervento chirurgico ha una breve durata, in anestesia locale più una piccola sedazione, ragion per cui è possibile eseguirlo in regime di day surgery con immediata dimissione.

Dato il tipo di energia utilizzata, questa metodica è molto dolorosa?

Il laser funziona sprigionando calore attraverso il quale si espleta l’accollamento dei tessuti che delimitano la fistola, utilizzando un basso potere energetico: questo giustifica il basso gradiente di dolore, spesso addirittura assente, riferito dai pazienti nel decorso post-operatorio. Tuttavia quando presente, il dolore viene perfettamente controllato con i più comuni analgesici.

Sono necessarie molte medicazioni dopo l’intervento?

Circa le medicazioni, esse sono semplici e non dolorose, tanto che vengono svolte una sola volta al giorno, e per un breve periodo di tempo, direttamente dal paziente stesso. Le visite di controllo ad una settimana dall’intervento e successivamente a 10 giorni di ulteriore distanza, in genere rappresentano un buon limite temporale di necessità di medicazione;

Dopo quanto tempo è possibile tornare al lavoro?

Dato che l’intervento viene eseguito in regime di day surgery in anestesia locale associata alla sedazione, si può ben comprendere come la ripresa delle attività sociali sia pressocchè immediata. Quella lavorativa avviene in genere dopo una settimana circa: ciò è possibile per lo scarso se non assente dolore, la brevissima ospedalizzazione, il notevole confort post-operatorio riferito dal paziente.

C’è bisogno di assumere antidolorifici o seguire terapie specifiche nei giorni che seguono l’intervento?

Come detto la terapia analgesica è scarsamente se non per niente utilizzata; la terapia antibiotica non viene eseguita nel post-operatorio ma solo prima dell’intervento in singola somministrazione a scopo profilattico.

A chi consiglierebbe questo tipo di trattamento?

L’indicazione chirurgica alla tecnica filac viene riservata al trattamento delle fistole perianali semplici e complesse sia di natura criptogenetica sia nelle malattie infiammatorie croniche dell’intestino che abbiano subito già un trattamento di drenaggio. Tuttavia la visita proctologica si impone per la corretta valutazione della fistola perianale, anche con la opportuna metodica strumentale.

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