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Giu
07

La stipsi, definizione

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Stipsi o stitichezza significa difficoltà all’evacuazione. Dati di recente pubblicazione hanno rilevato l’aumento del fenomeno in particolare nei paesi socialmente avanzati stimandone l’impatto sulla popolazione tra il 20 ed il 40%; solo negli Stati Uniti d’ America si calcola che la spesa annua per l’acquisto dei lassativi è di circa 8 milioni di dollari: questo dato ci da l’idea dell’importanza sociale della stipsi. La stitichezza rappresenta un fenomeno a interpretazione, inquadramento clinico, classificazione, gestione e terapia medica tuttora oggetto di studio. Per spiegare meglio, si pensi all’inflazione popolare del termine, la cui interpretazione varia da soggetto a soggetto: da indagini svolte mediante interviste condotte su campioni di popolazione casuale, l’interpretazione di stitichezza varia tra l’evacuazione saltuaria settimanale, al prolungato tempo necessario per lo svolgimento dell’evacuazione, al tipo di feci evacuate, alla necessità di ricorrere ai lassativi. In un altro report, stitichezza: ma quando la defecazione è normale? pubblicato recentemente sul blog, si è arrivati, sempre attraverso interviste condotte su campioni di popolazione, a definire una defecazione normale cosa questa che costituisce il punto di partenza senza il quale non si può definire la stipsi. Ebbene per stitichezza s’intende la difficoltà ad evacuare e la difficoltà è rappresentata dal numero di evacuazioni non superiori alle 3 volte per settimana in assenza di uso di lassativi. Tuttavia sono accettate, a completamento,  ulteriori definizioni di stipsi ad esempio: lo sforzo necessario per evacuare, l’emissione di feci piccole e dure, la necessità di evacuare in più episodi – defecazione frammentata – , tutto ciò nel rispetto di una co morbidità del sintomo. Diversamente da quello che normalmente e comunemente si pensa, la stipsi non è una malattia, bensì un sintomo espressione di quadri clinici al tempo stesso diversi e conseguenti tra loro. Inizialmente, gli specialisti del settore hanno identificato nel rallentato transito, del tratto comprendente il colon ed il complesso retto ano, la causa principale della stipsi; il rallentato transito deve essere definito rispetto ad un valore medio normale del tempo di transito del bolo alimentare attraverso il tubo digerente, impiegato per essere espulso attraverso la defecazione: il tempo normale stimato è stato valutato attraverso l’ingestione di piccoli anelli radioopache, evidenziabili attraverso delle radiografie seriate eseguite a distanza di ore una dall’altra sino alla loro completa espulsione e nell’adulto è di 68 ore. Dunque se il transito supera il valore di riferimento di 68 ore allora si potrà parlare di rallentato transito e dunque di stipsi.

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