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Dic
28

Sintomi e rimedi per la sindrome da ostruita defecazione

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Il termine sindrome indica un insieme di sintomi frequentemente associati che nell’insieme configurano un quadro clinico caratteristico riconducibile generalmente  ad una causa comune. La sindrome da ostruita defecazione rappresenta un quadro clinico molto interessante in  proctologia ed è caratterizzato principalmente da:

  • un uso costante di lassativi e clisteri necessari per l’evacuazione,
  • prolungate sedute alla toilette associate a notevole sforzo,
  • ricorso alla digitazione come ausilio per superare le difficoltà legate alla defecazione
  • ridotti episodi di evacuazione nell’arco della settimana.

La stipsi gioca un ruolo determinante nello sviluppo di tale  sindrome. Infatti proprio la stipsi favorisce, nel tempo, l’insorgenza del prolasso, cioè la discesa, del rivestimento interno del retto definito “mucosa”. Il prolasso della mucosa rettale è la chiave di volta per comprendere il meccanismo fisiopatologico della sindrome da ostruita defecazione. Una volta instauratosi il prolasso, si producono effetti differenti nella donna rispetto all’uomo.

Sindrome da ostruita defecazione nella donna

ostruita defecazione 1Per capire quello che accade nella donna dobbiamo immaginare una bottiglia di vino con il collo della bottiglia posto verso il basso: il prolasso del rivestimento interno del retto (la bottiglia) tende ad accumularsi verso il canale anale (collo della bottiglia). A causa della conformazione anatomica della pelvi nella donna, la spinta addominale che tende a vincere l’ostacolo posto dal prolasso, che si accumula verso il canale anale, tende a slargare di molto l’ampolla rettale in senso trasversale, tanto che questa raggiunge un diametro di due, tre volte quello fisiologico: l’immagine che dobbiamo avere in mente è simile a quella della fisarmonica. A causa di ciò, non essendoci una struttura muscolare nello spazio situato tra la parete posteriore della vagina e la parete anteriore del retto, si verifica  un cedimento della parete anteriore del retto e si crea una sorta di sacchetta, detta rettocele (figura 1).

ostruita defecazione 2Quando le feci arrivano nell’ampolla rettale, essendo il retto accartocciato e slargato trasversalmente verso il canale anale, come una fisarmonica, queste si accumulano nel rettocele e quando si tenta l’evacuazione, per lo sforzo addominale, la vagina si ripiega all’indietro e schiaccia il rettocele determinando la fuoriuscita delle feci. Nei casi più gravi,  si associa una maggior difficoltà nell’espulsione delle feci per il fatto che il prolasso rettale è talmente avanzato che ostruisce l’ingresso del rettocele durante il suo massimo scivolamento verso il canale anale (figura 2).

 

Il prolasso determina quindi un’ostruzione, in quanto localizzato a livello del canale anale, sia durante lo sforzo per evacuare sia intervenendo sui meccanismi di compenso che si vengono ad attuare per garantire comunque l’evacuazione, cioè chiudendo il rettocele situato sulla parete anteriore del retto. Non solo, ma la spinta verso il basso determina lo stiramento dei nervi anali: tutto ciò causa l’incoordinazione degli sfinteri, detta dissinergia del pavimento pelvico, che si manifesta con il mancato rilasciamento sfinteriale durante l’evacuazione e provocando un’ulteriore ostruzione. Di qui la spiegazione dei sintomi:

  • dalla defecazione frammentata, cioè la necessità di più evacuazioni al giorno per ottenere il normale svuotamento;
  • la digitazione in vagina che è necessaria per comprimere il rettocele e determinare la fuoriuscita delle feci;
  • l’uso dei clisteri o dei lassativi per sbloccare l’impasse dell’ostruita defecazione;
  • gli episodi sporadici di evacuazione durante la settimana dovuti appunto al prolasso.

Sindrome da ostruita defecazione nell’uomo

Nell’uomo la pelvi ha un’altra conformazione per cui non si forma il rettocele ed il prolasso determina la malattia emorroidaria (figura 3)

ostruita defecazione 3

In questo caso si osserva  la fuoriuscita del prolasso e con esso del tessuto emorroidario dall’ano, le feci assumono una forma affusolata, per poi rientrare in parte all’interno del canale anale stesso. In questi casi, la sintomatologia dell’ostruita defecazione nell’uomo si sovrappone a quella emorroidaria con sintomi caratterizzati da:

  • sanguinamento,
  • congestione emorroidaria,
  • prurito anale,
  • bruciore,
  • ano umido.

Cos’è la defecografia

La defecografia si impone come esame assolutamente dirimente per la diagnosi. Questo esame radiologico studia con esattezza cosa succede durante l’evacuazione evidenziando il grado di prolasso rettale, la profondità del rettocele e la discesa del perineo. Non ultimo, per l’importante sforzo addominale che si produce finalizzato a vincere l’ostacolo opposto dal prolasso, è possibile che si verifichino ulteriori conseguenze per cui le anse intestinali vengono ad interporsi tra vagina e retto, configurando il quadro clinico detto enterocele: in questo caso, sempre la defecografia offre la possibilità di evidenziarlo durante la fase espulsoria dell’esame stesso. Ad oggi esiste la possibilità di una cura chirurgica specifica per l’ostruita defecazione, con queste tecniche è possibile recuperare una buona qualità di vita ed il ritorno allo svolgimento delle normali funzioni fisiologiche quotidiane.

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