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Sanguinamento ano rettale

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In proctologia, il sanguinamento che avviene dal tratto retto anale si definisce rettorragia. Generalmente di colore rosso vivo, genera enorme preoccupazione e disagio nel paziente tanto da indurlo a recarsi al più vicino posto di pronto soccorso ( 1,5% degli accessi ). Si definisce ematochezia quel sanguinamento dal canale anale e dal retto di colore rosso vivo di minima quantità. Le rettorragie possono suddividersi a loro volta in maggiori, quando cioè si configura un conseguente shock emorragico, ovvero minori. La rettorragia minore rappresenta la causa più importante di richiesta di visita proctologica: generalmente può presentarsi come unico sintomo ovvero accompagnato ad altri tra i quali ano umido, prurito anale, dolore anale sono i più importanti.
La rettorragia viene sempre messa in relazione alla defecazione: il proctologo indagherà, in questo senso, al fine di evidenziare se il sangue si trova frammisto alle feci, se compare sulla loro superficie, ovvero alla fine della defecazione piuttosto che come gocciolamento isolato o dopo lavaggio.
In effetti il sanguinamento anale è determinato da patologie, per oltre il 60%, localizzate lungo il tratto ano-retto colon sinistro; in massima parte esse sono di natura infiammatoria oppure conseguenti a fatti meccanici. Quando il sanguinamento anale è frammisto alle feci, vuol dire che il sangue ha il tempo di mescolarsi a queste e questo accade perché il tragitto intestinale, che sangue e feci compiono insieme, è discretamente lungo; questo accade allora per patologie localizzate nel colon sinistro o nel sigma, ed è dovuto in massima parte a patologia infiammatoria come i diverticoli, a malattie infiammatorie croniche del grosso intestino come ad esempio la rettocolite ulcerosa; non ultimo a neoplasie, siano esse benigne o maligne, manifestantesi sotto forma di polipi.
Quando il sanguinamento compare sulla superficie delle feci, tanto da “ verniciarlo “ , allora la patologia è generalmente presente nel tratto ultimo del retto e/ o del canale anale: in questo caso la patologia emorroidaria costituisce la causa più frequente; tuttavia la patologia neoplastica, anche in questa tipologia di sanguinamento, non può e non deve essere trascurata, cosa che generalmente accade durante le visite in primo luogo per tranquillizzare il paziente che lamenta il sintomo.la fissurazione anale posteriore o ragade anale chiude il cerchio relativamente alle cause che possono dare il sanguinamento superficiale alle feci.
Il gocciolamento isolato dalla defecazione o la comparsa di minime quantità di sangue successiva alla pulizia, conseguono in massima parte alla patologia emorroidaria, poi a seguire ragade anale, fistola anale, in piccola percentuale a neoplasie del canale anale.
In presenza di un sanguinamento è fondamentale richiedere una visita proctologica per l’inquadramento diagnostico e terapeutico il più corretto. Esami quali la rettoscopia, la colonscopia e l’ecografia endoanale sono gli esami diagnostici di maggior ausilio per una corretta diagnosi.