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Giu
20

Emorroidi, malattia storica

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Le emorroidi: dall’Antica Grecia al 1800

La parola emorroide deriva dal greco “aima”, cioè sangue, e “ reos”  che significa scorrere: quindi già nell’antica Grecia si magnificò il sintomo più importante ed appariscente della presenza di emorroidi: il sanguinamento anale. Notizie circa la patologia emorroidaria ci giungono dai tempi dei babilonesi e tuttavia sono stati ritrovati papiri risalenti agli antichi egizi,  circa 1200 anni prima di Cristo, dove sono riportate dettagliate informazioni circa la cura di affezioni ano rettali. Da Galeno passando per Celso, si arriva a Leonardo da Vinci il quale, attraverso i suoi consigli, aiutò Re Francesco I di Francia a sopportare le sue emorroidi. Napoleone fu un’altra vittima illustre della patologia emorroidaria, per la quale, sembra, perse la battaglia di Waterloo: infatti, parrebbe che gli si somministrò un unguento agli oppiacei, per ridurre il dolore che sin dalle prime luci dell’alba lo tormentava, cosa questa che lo indusse al torpore e quindi al ritiro nella sua tenda.

Si è detto che il termine emorroidi configura il sintomo eclatante della patologia e al tempo stesso ne identifica l’iniziale interpretazione fisiopatologica: le emorroidi  sarebbero  delle vene varicose, costituite in plessi a percorso tortuoso e fittamente intrecciato, estremamente fragili e facilmente sanguinanti. Siamo dunque all’inizio di quella che sarà l’interpretazione unitaria della malattia emorroidaria, che durerà sino al XIX secolo, definita come teoria emodinamica: le emorroidi sono semplicemente delle strutture vascolari le quali, ad un certo momento per cause non ben chiare, ma alle quali contribuiscono in qualche maniera la dieta, le abitudini di vita ed altro, si dilatano sino a diventare vere e proprie varici per cui, a causa della conseguente fragilità di parete, sanguinano in maniera più o meno eclatante. Per questo la terapia adottata da allora sino a ridosso del XX secolo è stata l’asportazione delle emorroidi.

La cura delle emorroidi nel XX secolo

Nel 1975 tuttavia, un medico inglese, Thompson, riuscì a identificare la corretta anatomia delle emorroidi: notò che le emorroidi  erano dei cuscinetti  costituiti da agglomerati vascolari finemente intrecciati tra loro dove al variare de flusso sanguigno al loro interno, variava  il volume del cuscinetto. Inoltre osservò come tali cuscinetti emorroidari erano particolarmente adesi alla parete ano rettale  attraverso dei tralci fibro muscolari a partenza dal complesso sfinteriale anale. Tutto ciò rese possibile la comprensione della funzione dei cuscinetti emorroidari, attraverso il variare dei flussi di sangue al loro interno essi vedono aumentare il proprio volume contribuendo pertanto alla contenzione dei gas e dei liquidi. Non solo, questa scoperta annullò la teoria emodinamica presa come spiegazione della patologia emorroidaria e fu sostituita dalla teoria dello scivolamento o prolasso del tessuto emorroidario dovuto alla lesione dei legamenti di sospensione delle emorroidi con cause tutte ancora da identificare.

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