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Gen
31

Ecografia endoanale

Thumbnail di Ecografia endoanale

L’ecografia endoanale  rappresenta una tappa fondamentale nell’ambito del progresso dello studio del canale anale e del retto distale per ciò che concerne la proctologia.

Il suo impiego trova precisa indicazione:

  • nella stadiazione delle patologie neoplastiche del canale anale e del retto distale,
  • nell’identificazione delle alterazioni morfologiche dell’anatomia del canale anale e del tratto terminale del retto,
  • delle affezioni infiammatorie di questo distretto come le fistole perianali,
  • degli ascessi con definizione estrema della loro complessità.

L’evidenza delle immagini ottenute con l’ecografia endoanale, aiuta il chirurgo colon rettale nell’interpretazione fedele e corretta delle affezioni suddette, nonché nella scelta migliore tra le varie opzioni chirurgiche.

L’estrema flessibilità e adattabilità dello strumento ne rende agevole l’uso risultando così essere un esame ben tollerato dal paziente e minimamente invasivo. In particolare la modernizzazione della sonda oggi in uso, ne consente un impiego assolutamente operatore indipendente. La presenza all’estremo della sonda di un sistema di mobilizzazione ecografica, permette una fedele ricostruzione di imaging anatomico in tre dimensioni del canale anale e del retto distale in brevissimo tempo, con conseguente beneficio per il paziente.

Ecografia endoanale: come si fa

L’analisi delle immagini avviene in due tempi: il primo viene dedicato allo studio del canale anale nel contesto del perineo e delle strutture muscolari che lo comprendono, mentre il secondo viene dedicato allo studio della parete del retto distale e delle strutture linfocellulari che lo avvolgono.

È così possibile identificare, nell’ambito dello studio del canale anale, tre zone: una superficiale, media e profonda. Quella superficiale permette l’identificazione quindi lo studio della porzione sottocutanea ed esterna dello sfintere anale esterno. La parte media permette lo studio della mucosa del canale anale, dello sfintere anale interno, della porzione superficiale dello sfintere anale esterno, del legamento anococcigeo, del corpo perineale e della vagina nelle donne. Infine la parte profonda studia la porzione profonda dello sfintere anale esterno e del muscolo pubo rettale.

Il retto misura in media 11 – 15 cm; situato nello scavo pelvico, è circondato da tessuto cellulo grassoso contenente vasi sanguigni, nervi, linfatici e linfonodi. Lo spessore della parete rettale è di circa 2-3 mm e gli studi condotti, hanno permesso di identificare cinque linee ecografiche, proprie ai vari livelli o strati caratterizzanti lo spessore della parete rettale. Partendo dall’interno del retto, un rivestimento interno detto mucosa, che si adagia su uno strato poco più profondo detto sottomucosa, contenente le strutture di sostegno e nutritizie della mucosa, a sua volta che poggia su di uno strato ancora più profondo  di tipo muscolare, a sua volta circoscritto da una lamina di rivestimento detta sierosa, immessa in uno strato ancor più profondo che è quello cellulo grassoso. Le linee si caratterizzano per l’alternanza della iper – ipoecogenicità , cioè ad una linea chiara si alterna una linea scura, dovuta al contenuto di acqua del livello di tessuto di riferimento.

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