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Dic
07

Uso delle cellule staminali in proctologia, futuro prossimo nella cura dell’incontinenza anale

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Le piene potenzialità delle cellule staminali sono a tutt’oggi sconosciute. In uno scenario futuro si può indubbiamente intravedere un loro utilizzo in moltissimi campi di impiego. Per semplicità, dobbiamo immaginare questo ipotetico, ma non troppo, futuro prossimo, come un periodo nel quale sarà possibile sostituire un pezzo non funzionante del nostro corpo umano con un altro che ne assumerà le sembianze e la funzione. Sarà cioè possibile sostituire, senza ricorrere al trapianto, un organo con un altro organo, questa volta proprio, che non proviene da altro corpo biocompatibile, ma da se stessi.

Cosa sono le cellule staminali

Le cellule staminali infatti sono cellule allo stadio indifferenziato che ciascun organismo possiede. È possibile estrarle dal cordone ombelicale ovvero dal midollo osseo e una volta immesse in un contesto biologicamente favorevole, potenzialmente possono differenziarsi assumendo le fattezze della linea cellulare che caratterizza l’organo da sostituire. Nel tempo, le cellule staminali infatti si moltiplicano e si differenziano in maniera del tutto simile a quanto succede al feto durante il periodo di gestazione o durante la fase dello sviluppo che dall’infanzia si protrae sino all’età adulta, tale accrescimento e differenziazione costituirà l’organo finale.

Studi sulle cellule staminali in proctologia

In maniera simile si è capito che immettendo in un organo offeso morfologicamente e funzionalmente le cellule staminali, queste potranno differenziarsi e accrescersi in maniera del tutto uguale alle altre cellule che costituiscono l’organo, finché questo ritroverà la sua morfologia e di conseguenza la sua funzione pressoché fisiologica.

Lo studio condotto sull’utilizzazione delle cellule staminali autologhe per la ricostruzione del muscolo sfintere esterno dell’ano in situazione di incontinenza anale dimostrerebbe proprio queste potenzialità. Il gruppo di studio ha eseguito infatti su 21 conigli una sezione dello sfintere esterno. Successivamente i 21 conigli vengono divisi in due gruppi: in un gruppo vengono inoculate, tre settimane dopo l’intervento di sezione del muscolo sfintere, nell’ambito delle fibre muscolari dello sfintere esterno stesso, le cellule progenitrici di quelle muscolari, a loro volta isolate dal muscolo quadricipite femorale delle stesse cavie identificate con un marcatore immunologico. Nell’altro gruppo, cosiddetto di controllo, veniva inoculato nelle fibre dello sfintere esterno, soluzione salina. Tre elementi di ciascun gruppo presi a caso venivano sottoposti a studio con elettromiografia e manometria per valutare la funzione sfinteriale. In entrambi i gruppi, inoltre, venivano eseguiti dei saggi anatomopatologici, a intervalli di tempo regolari, sullo sfintere esterno per valutare l’aspetto morfologico.

Importante il risultato ottenuto: nel gruppo delle cavie sottoposte ad inoculo di cellule staminali, si aveva di pari passo un netto miglioramento della morfologia muscolare, si osservava il progressivo riempimento del difetto non con cellule cicatriziali, ma con cellule muscolari, e della funzionalità della struttura muscolare sfinteriale rispetto al gruppo non sottoposto a inoculo di cellule staminali.

La sfida al futuro è lanciata e nuovi studi condotti sull’uomo, prossimi a essere pubblicati, sembrano promettere risultati estremamente soddisfacenti e incoraggianti. Il proctologo avrà quindi in futuro una ulteriore possibilità di trattare l’incontinenza nel modo più naturale possibile, riducendo al minimo rischi e complicanze.